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Inchiesta: abiti chic, economici e… tossici

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  • dateMar 19 Giu 12
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Al giorno d’oggi sembra che ago e filo non siano più sufficenti per confezionare i nostri vestiti, manca l’ingrediente segreto: un prodotto tossico!la moda che uccide 1

Secondo il reportage della trasmissione francese Arte, l’Asia si sta trasformando nel “paradiso” della moda che uccide. Sempre più fabbriche utilizzano delle sostanze nocive per lavorare il cotone ed altri tessuti. Insomma dopo questo articolo guarderete il vostro armadio con un’occhio diverso.

I paesi europei riforniscono quelli “low cost” di prodotti chimici, che verranno utilizzati in India, Bangladesh e Cina per fabbricare le nostre t-shirt, i nostri jeans o le nostre scarpe. Questi composti vengono “manipolati” da personale non qualificato; ciò comporta un rischio altissimo sia per gli operai stesse che per le loro famiglie. Questa pratica riguarda diverse marche di moda “low cost” molte famose.

Tra i veleni utilizzati troviamo il diméthylfumarate (DMFu), per intenderci quelle palline bianche che si trovano nei sacchetti che proteggono i nostri abiti e le scarpe dalla comparsa di funghi. Il problema è che il DMFu è proibito in Europa, (direttiva 98/8/CE). Questo prodotto continua ad essere utilizzato nella maggior parte di fabbriche asiatiche. I controlli sono rari e non servono quasi a nulla dato che  non c’è ne l’obbligo di sequestrare il materiale incriminato ne di sanzioni all’impresa che li importa.

Per dare ai jeans quell’effetto vissuto che piace tanto ai fashion victim, sono morti centinaia di operai turchi. La tecnica che si utilizza (proiettare particole di sabbia sui jeans per “rovinarli”) non prevede nessuna protezione perla moda che uccide 2 colui che l’effetua. Oggi è proibita in Turchia, ma non in Bangladesh dove gli operai lavorano con dei pezzi di tessuto sul naso. Ma questo non basta a proteggere i polmoni dalle particelle che si attaccano ai polmoni e che finiranno per asfissiare i lavoratori. Quando la moda uccide!

La Campagna Abiti puliti ha denunciato la pratica della sabbiatura (il nome tecnico della lavorazione per rendere il vostro jeans vintage), potete aiutarli cliccando qui.

Tingere i  tessuti è un’altra attività ricca di prodotti tossici. Se parliamo di cotone, allora parliamo di Tirupur, la nuova eldorado indiana dell’industria tessile. La città dell’India meridionale ha più di 10.000 fabbriche che confezionano i nostri abiti. Per la tintura si utilizzano dei coloranti proibiti in Europa, come quelli che contengono cloro o metalli pesanti. Più il colore è scuro, più sarà forte la concentrazione di prodotti tossici (l’intimo nero è una vero e proprio concentrato di veleni..). Inchiesta abiti chic, economici e tossiciGli operai indiani sono totalmente ignari dei rischi che corrono usando questi prodotti quindi non hanno nessuna protezione o precauzione. Si è smesso di contare il numero di esplosioni e incendi a Tirupur.

Ovviamente le acque di scarico penetrano nel terreno, la gente ci lava i panni… risultato? I medici della zona avvertono che il numero di persone che contraggono tumori è duplicato negli ultimi 10 anni. Ma le autorità locali non vogliono investigare.

Insomma la prossima volta che guardarete l’etichetta della gonna che state per comprare, bè pensateci due volte… e se la scritta riporta: “Designed in France” non abbassate la guardia, disegnare e fabbricare sono due processi molto diversi!

Fonte: Marianne